Ceramica contemporanea in ambiente esterno: le nostre soluzioni all'avanguardia per restauro e protezione
Benvenuti nel nostro spazio dedicato all'innovazione nel restauro e nella protezione dei beni culturali. In questo articolo vogliamo condividere un importante progetto che ha segnato una svolta nell'approccio alla conservazione della ceramica contemporanea in ambienti esterni. Vi porteremo dietro le quinte del nostro lavoro, dalla ricerca in laboratorio all'applicazione sul campo per illustrare come abbiamo affrontato le sfide poste dalla conservazione del rivestimento esterno della Chiesa di Santa Maria Annunciata a Milano, progettata da Gio Ponti.
Dal laboratorio al cantiere: una tecnologia sol-gel innovativa
La nostra storia inizia con anni di ricerche condotte nei laboratori dell'Università di Padova che hanno permesso di mettere a punto una tecnologia all'avanguardia per il restauro. Il 2011 ha rappresentato un momento cruciale quando la soluzione per la protezione della ceramica basata sulla tecnologia sol-gel è stata impiegata per intervenire sulle facciate della Chiesa di Santa Maria Annunciata. Grazie all'incarico diretto del MIC - Segretariato Regionale della Lombardia, abbiamo avuto l'opportunità di avviare un cantiere pilota per testare sul campo le potenzialità del nostro metodo. La sfida consisteva nel proteggere gli elementi ceramici della chiesa con un film sottile di silice (a spessore nanometrico), ottenuto attraverso un processo chimico a temperatura ambiente e pH neutro.
Un caso applicativo di prestigio: la Chiesa di Gio Ponti
La Chiesa di Santa Maria Annunciata, ideata da Gio Ponti negli anni '60, è un'icona dell'architettura contemporanea. Le sue facciate sono caratterizzate da un rivestimento ceramico composto da piastrelle a punta di diamante in gres porcellanato smaltato. Queste superfici presentavano una diffusa craquelure, che in molti punti aveva portato al distacco e alla perdita di materiale.
Di fronte a questa situazione, era fondamentale sviluppare un protettivo che rispondesse a requisiti specifici e stringenti:
- Resistenza all'ambiente acido urbano;
- Elevata compatibilità con il materiale ceramico;
- Stabilità all'irraggiamento solare diretto e alle radiazioni UV;
- Inalterabilità dell'aspetto estetico originale.
Test preliminari di laboratorio
La prima fase del restauro, finanziata nel 2011, è stata dedicata a uno studio approfondito del coating protettivo. Siamo partiti dalla caratterizzazione del materiale ceramico, con un'attenzione particolare alla vetrina piombifera di rivestimento. Questo ci ha permesso di mettere a punto la formulazione chimica più adatta del prodotto, calibrando con precisione la concentrazione, il tipo di catalizzatore e il metodo di applicazione. Un aspetto fondamentale era evitare la migrazione del piombo in superficie, che avrebbe causato antiestetici effetti di iridescenza.
Abbiamo condotto numerose prove di applicazione sia in situ che su campioni di laboratorio, per valutare attentamente il comportamento protettivo del coating. Dopo un invecchiamento naturale di sei mesi, abbiamo sottoposto i campioni a test di invecchiamento accelerato in camera climatica. Questi test simulavano le sollecitazioni dovute a dilavamento, formazione di condensa e irraggiamento UV, attraverso cicli di luce-buio e immersione-asciugatura.
Le analisi in laboratorio (microscopia ottica a luce bianca riflessa e microscopia elettronica ESEM-EDS) hanno confermato l'efficacia e la compatibilità del nostro coating nel proteggere e sigillare le micro-imperfezioni presenti nella vetrina ceramica.
I cantieri
I due lotti di restauro, realizzati nel 2011 e nel 2015, hanno visto l'applicazione della nostra soluzione protettiva attraverso la deposizione spray di una versione personalizzata di SIOX-5 RE36. Abbiamo scelto l'applicazione spray con aerografo alimentato ad aria compressa, privilegiando una bassa pressione e una nebulizzazione fine del formulato per garantire una distribuzione uniforme e controllata.
Le fasi preliminari del trattamento sono state fondamentali per preparare adeguatamente le superfici ceramiche. Abbiamo eseguito un lavaggio con tensioattivi diluiti, seguito da risciacquo con acqua deionizzata e irrorazione con alcol isopropilico. Questo processo ha permesso di sgrassare la vetrina ceramica ed eliminare il carbonio derivante da contaminazione atmosferica, assicurando un'adesione ottimale tra la superficie e il coating protettivo.
Nel 2015, durante il secondo lotto di lavori, abbiamo condotto ulteriori test su una seconda formulazione del nostro prodotto. Per i ritocchi su fessurazioni più ampie, abbiamo utilizzato SIOX-5 RE20C, un prodotto a base di silice sol-gel funzionalizzata con una concentrazione del 40%. Questo formulato è stato specificamente sviluppato per riempire discontinuità fino a 30 micron, garantendo un consolidamento efficace delle aree danneggiate.
I prodotti consigliati
Per maggiori informazioni sui prodotti utilizzati in questo caso studio visita le pagine dedicate ai seguenti link.

Protettivo
SIOX-5 RE36
Protettivo idrorepellente minerale pronto all'uso a base di silice funzionalizzata veicolata in alcol isopropilico, compatibile con vetro artistico, cristalline, gres.

Consolidante
SIOX-5 RE20C
Consolidante minerale pronto all'uso a base di silice funzionalizzata veicolata in alcol isopropilico, compatibile con vetro artistico e vetro archeologico, smalti ceramici, superfici metalliche. Conferisce idrorepellenza alla superfici.




Lascia un commento